CHIARA
I ROSEMBERGH
MELODRAMMA IN DUE ATTI
DA RAPPRESENTARSI
IN PAVIA NEL TEATRO RE
Nel Carnovale dell' anno i 835
DI GAETANO ROSSI
DEL BIAESTRO LUIGI RICCI
PAVIA
Dalla Tipografia Bizzoni
i835.
vi
5
PERSONAGGI.
EUFEMIA y principessa , moglie del
Maria Vivanietti.
Conie di ROSEMBERGH
Luigi Papa.
CHIARA, di loro figlia
Clotilde Marchisio.
Marchese di V ALMORE
Giuseppe Gaspich.
MONTALBANO , creduto padre di Chiara
Giuseppe Dionese.
MICHE LOTTO, al servizio del Conte
Mariano Stefanori , Socio onorario della Accademia
Appollinea di Venezia, e Ferrara.
MARCELLA 9 Jattoressa di lui moglie
Angiola Villa.
CORO
Cavalieri , V assalii , Contadini , Damige Ile.
Statisti
Gentiluomini 5 Guardie, Scudieri, Paggi, Domatici,
Villici, Villanelle.
U azione è in un Principato sul Reno
nel castello e adiacenze della principessa Eufemia,
Direttore della Musica 5 Maestro alle ripetizioni
: , Tosi
Direttore e Maestro de' Cori
Moretti
Direttore dell' Orchestra
Giuseppe Sordelli.
Primo Violoncello al cembalo
Porta.
Primo Cohtrabasstì
Rosselli.
Editore della Musica
i
Luigi BerluzzL
m , -, . — ■ ■ . ■
11 Vestiario è di proprietà dell'Impresa.
1 versi virgolati non si dicono per brevità.
> 4
ATTO PRIMO,
SCENA PRIMA.
Cortile delia Fattoria chiuso da un basso muro , al di là
del quale si scorge in una eminenza il Castello della
principessa Eufemia j con strada amena che da quello
conduce a questo.
J)alla Campagna s' odono in lontano suoni di stromenli
campestri , ripetuti sulle colline; si scorgono Vassalli,
Contadine , Villici comparire dalle capanne 5 dalle
case , dall* interno del casale , vanno scendendo , pas-
sano il ponte , s9 uniscono nel cortile , festosamente
cantando in
Coro
G
C/enti ! ... senti ! ... dal casale ...
Là dai colli ... d* ogni intorno 5
Qua' concenti ... bel segnale
Della festa di tal giorno. —
Accorriamo — ci apprestiamo — «
Oh ! qual giorno fortunato
Questo mai per noi sarà !
Ricordato ., festeggiato
Da' cor grati ogtior sarà.
La principessa 3 nostra signora,
Che triste , oppressa languì fin1 ora 3
Già risanò , lieta tornò.
Il di lei sposo a dopo tant'anni.
Da lei diviso , scorsi in affanni ,
In sì bel dì s* attende qui.—
Per celebrare 11 suo ritorno
Dall' annuo debito ci sollevò. — *
Per festeggiare così bel giorno
Doti magnifiche per noi segnò.
Oh qual giorno fortunato ! ... ( cantando il
Coro avvia e si disperde. Intanto $' ode suono lon-
tano di cornetta; tutti si fermano. Mar. si presenta
ad un balcone di sua casa, ansia come gli altri 9 os-
serva.
'6
Coro Ma questo snono !
Mar. con gioja Ah ! è desso ... è Michelotto.
( sventola un fazzoletto.
SCENA H>
Michelotto dalla parte del Castello e detti.
Mie. IVXarcella !... ( scendendo e gridando con piacere
Tutti Eccolo !
Mar. Vengo.
Mie. Amici ! Vi saluto ( tutù accorrono 5 abbracciano >
baciano Mie, che poi si slancia jra le braccia di Mar.
Tutti ( Evviva )
( Amici ! ) Il ben tornato. Il ben venuto !
Mar. ( Marito )
Mie. Dai confìn di tutto il mondo ,
Che girai da cima al fondo ,
Torno alfine ai patri i lidi ?
Sano e salvo a riposar.
Quel che vidi e che passai
Non potete immaginar.
Vi farò trasecolar.
( due villici gli portano una sedia; Marc, corre in
casa e porta una bottiglia e un biccliiere.
Coro Siedi intanto ... e ci dirai ...
Mar. Prendi fiato: ti ristora ... (porgendogli da bere
Mie* Tu sai quel che mi bisogna.
Il Borgogna — il mio gran gusto!
( beve e fa versar ancora
Mia Marcella , ancor sei bella.
( guardandola scherzoso
Ed io pur, veh ? ancor robusto. (alzandosi
In fra tanti patimenti ...
E pericoli ... e spaventi ...
Mi ho saputo conservar ...
E la posso ancor contar.
TÉttl Conta adunque — ansiosi, attenti,
Noi ti stiamo ad ascoltar.
Mie. Vi farò trasecolar.
Tutti Grosse , al solito , compare ,
Guarda ben non le contar.
7
Mie» Voi sentirete cose stupende (Coro) Veli!
Casi incredibili • — scene tremende.
Trenta burrasche — venti aggressioni. Oh !
Vidi trecento ■ — e più nazioni ; Bumh !
Mostri — le belve più fiere e strane; Ah!
I serpentoni colle campane. —
Corsi la Francia — poi l'AIlemagna, Bumb! Bumb!
La Russia — l'Affrica — l'Asia — la Spagna,
Poi nell'Italia , giardin del mondo ?
Noi ci fermammo a respirar.
Tutù Or dell' Italia ci dèi contar.
Mie. Esaltar quel bel paese
Abbastanza mai poss' io!
Ma... Venezia è V amor mio...
E città eh' egual non ha ...
Ed il burnii qui non ci sta ;
E la pura verità.
Tutti Questo è vero , già si sa.
Mie. Tutto incanta per vaghezza :
Ti sorprende per ricchezza :
Di barchette ! — che bel corso !
Quanto lusso! — che concorso!
Un mangione qual io sono
Trovai tutto all' ultra buono , —
Brava gente ! — ■ di gran cuore ...
Sì gentile ! ... e poi ! ... e poi ! ...
Donne belle come l'Amore,
Tutte grazia e fedeltà ...
Ed il bumh qui non ci sta.
Tutti Un tantin ce ne starà [scherzosi)
Sopra quella fedeltà.
Mie. Ah ! Venezia è la città
Cui l'eguale non si dà,
Che lasciar non si sa.
Tutti Questo è vero : già si sa :
E felice chi ci sta ! (il Coro si disperde)
SGENA ìli
Miche lotto 3 e Marcella.
Mie. \J n altro abbraccio , moglie mia
8
(ironica) Ma quelle
Tue care Donne belle ! ... (contraffacendolo)
Mie. Son belle davvero ;
E certe coccolelte! Ma tu m' eri (tocean. il cuore)
Sempre qui... e niente, veli, niente, (vezzegiand.)
Mar. (con affezione) Eh ... birbone!
Ora dimmi : e il padrone ? ...
Mie. Smontò a Corte.
Mi mandò a prevenir la principessa
Sarà qui a pranzo io mangerò per lui.
Mar. Perchè ? — Sta forse mal ? ...
Mie. Mal ... — no — Ma dopo
Certo caso ... per cui ... { ma in gran segreto )
Prese ... ( nè so perchè ) sommo interesse
E gli costò gran pena , egli rimase
Di così triste umore ! ...
Mar. Qual caso?... Dimmi.
Mie. Un caso che fa orrore.
Se n* è parlato già per tutto il mondo ...
Quella grand* assassina ! ... Quella Chiara
Mi Montalbano , che fu condannata
Per omicidio ...
Mar. (Cielo!... Olimpia!) (mal contenendosi)
Mie. , Un mostro
Di crudeltà ... a veni* anni appena — Or questa
Dovea sposar un giovin gran signore,
I Già vedovo , il marchese di Val more.
Egli avea un figlinolin di primo letto ...
Ella ... (pareva almeno) amava il padre...
Ma le spiaceva il figlio, unico erede
Dei beni di Valmore — e una mattina ...
( Il povero marchese era lontano )
Colei gli uccise il figlio di sua mano.
Mar. Ella non fu — è incapace (con calere)
Chiara di tanto orror.
Mie. Come lo sai ? (sorpreso e guar-
Chi te l'ha detto? dando Mar.)
Mar. (inavvedutamente) Ella.
3lic. (colpito) Che ? ...
Mar. (rimettendosi) Olimpia.
Mie. Olimpia?
0
E chi è Olimpia?
Mar. Essa è un Angelo ; condotta
Qui dal pio Solitario , il padre Arsenio 5
E caldamente a me raccomandata.
Qui da tutti è adorata.
Ella vien da Parigi.
Mio * Parleremo
Dunque di questa Chiara. — ■ Io 1 ho veduta.
Mar. ( Oh Dio ! ) Tu 1* hai veduta. (inquieta)
Mie. Sì ... dipinta
Sopra quei oartellon dei ciarlatani ...
In ritratti.
Mar. ( Ah! se mai...) ( tamhurri dal castello,
segnale di omaggio a comparsa di principe)
Mie. Cos'è?
Mar. La principessa
Che sorte dal castello , e qua seri viene.
(compariscono guardie dalla parte del castello;
scudieri e domestici che precedono Euf. e si
dispongono sul ponte e alla porta del cortile)
Mie. Qui ? (sorpreso e con piacere)
Mar. A far visita a Olimpia (con compiacenza!}
Mie. • Quest' Olimpia
1 E dunque ? ...
Mar. A lei carissima.
Mie. Vederla ...
Mar. Eccola , che dall' orto ella già incontro
Muove alla principessa. Già i vassalli
Giulivi la festeggiano.
Mie. E ancor io
Poi le voglio ossequiar 1' omaggio mio.
(vassalli, donne che si riuniscono vanno incon-
tro e jesteg. Chiara, che viene dall' orto con
un mazzo di fiori)
10
SCENA IV.
Chiara si presenta al ponte , e offre il mazzo e la mano
per appoggiarsi ad Euf. , che gliela siringe affettuosa-
mente. I cavalieri , che V accompagnano formano gruppi
attorno la principessa. Dame e paggi in altri gruppi.
I vassalli , le donne si presentano rispettosi ad Eu-
femia $ e in
Coro
voi soggetti , a voi devoti ^
I nostri affetti, i nostri voti
La cara Olimpia v' esprimerà.
Sul labbro amabile dell' innocenza ,
Nel bel candore di puro core ?
Riconoscenza — - vi parlerà.
Chi. Voi mirate in sì bel giorno (ad Euf!)
Tutto gioja a voi d' intorno
Ogni aspetto ed ogni accento ^
Non esprime che contento.
Quel contento 5 che divide
Con voi tenero ogni cor ;
Anche il cielo a voi sorride
II più vivido splendor.
Sin quest' alma sventurata
Alle pene condannata ...
Cui mai raggio di contento,
Più sorrise consolò ...
Par che in questo bel momento
Già respiri dall' affanno
Già da un anno questo core
Tanta gioja mai provò.
Coro A gioir t' appresta ornai
Qui il tuo fato si cangiò.
'Mie. Viva la nostra principessa ! — ~ (con entusiasmo)
Mar. E viva
Olimpia sua ! —
Siif. Ben grata , amici miei,
Io sono al vostro affetto. ~ In ter verve le
«Oggi al castello : e là festeggerete
«Del mio sposo il ritorno.
Mie. «E beveremo ...
«E , meglio mangeremo.
Euf. «Miebelotto ,
«Io premiere il tuo fido attaccamento
«A Rosembergb. —
Mie. le bacia La veste : ella gli stende la intono 5 eli ei
bacia con rispetto ) » Altezza ... Or son contento.
(parte coi vassalli)
Euf. «Ritirati , Marcella.
Mar. «Coraggio, (piano a Chiara partendo)
Euf. «Olà — nessun qui inoltri.
{ le Dame , i Cavalieri , il seguito si tengono in
disparte )
SCENA V.
Eufemia e Chiara.
E u. « vieni
«Diletta Olimpia , a questo seno ! — (l'abbraccia)
Chi. (rispettosa e con tenerezza) «Altezza,
«Tanta bontà ...
Euf. (la bacia) «Ed un bacio • — ^Oh figlia ! ...
Chi, (con espressione) «Ab ! questo
«Prezioso nome!
Euf. «M* è in te sì caro ! — e non so dirti come
«Neil' abbracciarti , in dirtelo , m* illudo
«Soavemente. 3o fui madre. — ■ (triste)
Chi. (con compassione) «E perdeste ? ...
Euf. «Unica figlia... Cbe d'età conforme
«A te sarebbe. Già segreto nodo
«M' univa a Rosoni bergli , d* illustre sangue.
«Ma non sovrano, il principe mio padre
«Mi scegliea regio sposo — Io rifiutai.
«Il mio nodo svelai. — Rapida fuga
«Mi salvò Rosemberg , cbe colla figlia
«Riparò in lolita n suolo. —
Chi. «Quanto, misera > allor fu il vostro duolo!
'Bufi o?Qui relegata... intercettati i' fogli,
vlo , per tre lustri , ne ignorai la sorte. — •
?)Del mio padre alla morte, or Éyresso è un anno,
5?SaSì al trono il german , leale, antico
??Di Rosembergli amico. —
3?Ei richiamò il cognato ... e appresi allora
Spenta la figlia: 5? IncousoLìbiI n'era.
5?!o te vidi .. e non so qua! vivo , ignoto ,
ijlrresistibil moto
5?Mi sospinge a cercarti .,.
5}Un bisogno d' amarti ... d' esser teco
Chi. (con espansione , e toccandosi il cuore)
5? Ah ! qui pure , o signora ...
Euf. (Itela e subito) 5?E dunque ornai
5>Più non esiterai di viver meco ,
55Àmica ... e figlia del mio core.
Chi. (con pena) 5?Àltez,za ...
?)Voi non sapete ...
Euf. 55I0 so che t' amo, e voglio
5?Ogg-i al mio sposo presentarti — Pronti
-oGià son per te ricchi vestiti , arredi.
( Montalbano comparisce dalla strada a destra ?
avvolto in nero mantello , col cappello abbassato
sugli occhi , si ferma veggendó il corteggio della
principessa, e par disposto a presentarsele. Ad
un tratto si cela dietro un albero)
Marcella ! — Da qui a poco
Olimpia mia al castel mi guiderai : (avviandosi)
E là,, mia cara, più mi lascierai.
(Chiara accompagna Eufemia, che al ponte V ab-
braccia , la guarda , e bacia con trasporto ; indi
va ed castello col seguilo )
Mar. Fatta è la vostra sorte - — ■ Allegramente !
Vili'. Buona Marcella ! — Io vidi
Sorridermi la sorte un'altra volta...
E fui repente nell' abisso avvolta.
(entrano in casa)
srl
SCENA VI.
Montalbano , avanzando nel cortile , osserva d' intorno
nella casa.
Ciel ! — -Che m'avviene ! — To non travidi. Chiara
In questi luoghi ! — - Sì vicina , e cara
Tanto a sua madre... che baciolla! « — e quale
Destino a me fatale
Qui la condusse? — Io fremo. —
E s'ella al fin palesa in me... già tremo,
Il reo di quel delitto,
Di cui porta la pena ... che trafitto
Fu da me il fìllio di Valmor / ... sarei
Perduto allor. — Costei
Meco si tragga , e ... — Montalban , che fai ? ...
Nuovi delitti ! — e non ti penti mai? —
Taci 5 terribil voce ,
Che d? avvilirmi tenti —
Invan , rimorso atroce ,
Tu mi tormenti il cor. — La mia salvezza
Esige il colpo , e Chiara ... (*) Ma opportuna ,
ìf) (osservando vefrso la casa)
E sola qui s'avanza. ; — Ecco ristante, (si ritira)
SCENA VII.
Chiara dalla casa^ triste , pensosa , Montalbano
in disparte.
Chi. 1E di già un anno ! — e quante
Sciagure! ... e quante lagrime! ... — e 1' autore
De' miei mali che orrore! — è un padre!
[si concentra)
Ufon. [avvicinandosi) Chiara ...
Chi. Qua! voce! ... Il nome mio! ... 1 (colpita)
E chi? ... (volgendosi si trova in faccia a Mori.)
Mon. [r co /resi) Guardami.
Chi. (con grido soffocalo) Ah! Voi!... (per fuggire)
Mon. (con voce di fierezza) Resta.
Chi. tremante) Gran Dio ! ...
Mon. Perchè fuggi da un padre che t? ama ? ...
{con affettata tenerezza)
Chi. (in contrasto e ansia)
Voi ! mio padre! — Io più padre non ho.
Mon. Vieni , segui chi salva ti brama.
Chi. Io?... seguirvi?... Qui prima morrò.
Mon. Non rammenti ! ... (con fremito represso)
Chi. (con amarezza) Pur troppo ! ... Sì ... tutto.
Mon. Il mio sacro diritto ...
Chi. (con pena e forza crescente) Spietato !
Voi medesimo l'avete distrutto.
Voi che avete una figlia ... immolato
Una figlia ... innocente ... felice ...
All'infamia ... al supplizio ... ali' orror.
Mon. Che vuoi dir ? (confuso e grave)
Chi. {fissando) Forse il ver non ho detto?
Mon. Su me forse ... sospetto ? ... (affannoso)
Chi. (a mezza voce) Sospetto !
Tutto videro queste mie ciglia.
Mon. Cieli la figlia che accusa suo padre!
Questo colpo mancava al mio cor.
Chi. No — sapeva morir questa figlia (marcata)
Per salvargli la vita e V onor.
a 2.
Chi. Già mi guidava
All' ara Amore
Tutto io trovava
Vel mio Valmore ...
E tutto ... o barbaro ,
Perdei per te.
Non v' è una misera
Al par di me ...
E son sì misera ?
Crudel per te.
Mon. Io deplorava
Tua cruda sorte.
I© ti salvai
Da infame morte :
45
Schiuso quel carcere
Ti fu per me£
E tu sì barbara
Mi dai mercè !
Padre più misero
/ Non v* ha di me,
Mori. Vieni ornai. {deliberalo)
Chi. Non lo sperate.
Mon. Di resister tenti invano ... {afferrandola)
Chi. [staccandosi con raccapriccio)
V arrestate ... quella mano
Stilla sangue. (s9 avvia verso la casa)
Mon. ( Oh rabbia ! ) Resta.
Trema eh' io ... (minaccioso)
Chi. {elevandosi) Qui a un cenno mio
Gente accor ... fuggite ... Addio.
a 2.
Chi. Y9 accompagni quella pace
Che sperar piìi a me non lice.
Obliate un' infelice
Che lasciate nel dolor.
Vi pentite — rammentate
Che v* è un Dio vendicator.
Mon. Io ti lascio ? figlia audace.
Quanto son per te infelice /
Insultar più a te non lice
Un dolente genitor.
Ma paventa — - ti rammenta ...
Che a tremar ti resta ancor.
( Chi. parte. Mon. s9 avvia dal ponte verso il
castello.
SCENA Vili.
Galleria nel Castello.
Guardie nel fondo. Paggi , indi Cavalieri che precedono 9
e accompagnano Rosembergh abbracciato ad Eufemia ,
Darne , Scudieri.
Ros, .A dorata consorte,
*|
Dopo tanl' anni, al fin torno al taio saia.
Con qual gioja rivedo queste saglie ! ...
E mi è dolce lo porgere d' intorno
A quanto mi circonda
I segni del piacer che il cor t' innonda —
Euf.. Una campestre festa ...
Ros. E prevenisti
II mio pensiero — ■ Tributarti omaggio
Desia , nel suo passaggio ,
Il franco Ambasciatore ,
Marchese di Valmore.
Euf. V infelice,
A cui perfida amante
Il figlio trucidò?
Ros-. (scosso) (Dio) Sì ...
Euf. Compiante
Ho di già le sue pene.
Ei s?on@ri qual merla, e a noi conviene.
(parte con Dame e Paggi)
SGENA IX.
Roseinberg , indi Montalbano.
Ros. M isera — e tu non sai ! ...
M on. Rosembergh ? (sulla porta)
Ros. ( si volge , lo riconosce ; fa cenno ai Cavalieri di
Montalban ! — qui? — Come mai? allontanarsi)
Mori, Io qui veniva a chiedervi un po' d'oro.
Onde recarmi all' Indie.
Ros. E voi 1' avrete — ( poi con
E quella sciagurata ! ansia % portandosi avanti)
Mon. Ella è fuggita
Dal suo ritiro.
Ros. (turbato) E adesso ? ...
Mon. (sotto voce e cupo) È qui ...
Ros. (colpito) Oh destino ! „.
Mon. Sotto il nome d5 Olimpia .t.
Ros. (agitatisi imo) E già vicino
13
E Val more.
Mon. (scosso) Oli periglio ! ...
Ros. S* ei T incontra ...
Mon. E se si scopre ...
Ros. Allontanarla. E voi ... (marcato)
Voi ... suo padre ... astringetela.
Mon. Ah ! ... colei
Resiste a' cenni miei (pensa)
Ros. Dunque?...
Mon. Sì — allontanarla ad ogni costo.
Avete un noni di tutta confidenza -,
E di cuor? ...
SCENA X.
Michelotto sulla porta , e i .precedenti.
Mie. JEccelIenza ! ...
Sono a' vostri comandi.
Ros. (a Mon. piano segnando Mie) (Eccovi l'uomo.)
(fa cenno a Mie. à? avvicinarsi. Mon. osserva Mie)
Mie. (Che brutta faccia ) (*) E sono ben contento
(*) (guardando Mon.)
Della vostra cucina ?
Della vostra cantina ... e d' una borsa
Che mi donò la buona principessa.
Ros. E da me pure un' altra or tu n'avrai
Se servirmi saprai fedele-, ardito
Mie. Con me non voglion borse — Comandate :
E dove, e in quanto io possa ,
Eccomi qua ? eccellenza 3 in carne e in ossa.
Mon. Pare un brav' uomo. (a Ros.)
Mie. E il son.
Rqs. ( Qual ci conviene. ) (piano a Mon.)
Mie. In somma, che ho da far ?
Ros, Ascolta bene.
Vedi quell' uom ? (segnando Mon)
Mie. Lo vedo ...
E a genio non mi va.
Ros, Pure è buon uom.
uè ^ ;
Mie. Sarà.
Ros. Come a' comandi miei {imperioso)
Servire a* suoi tu dèi.
Mie* Ebben si servirà.
Ma ...
a 5.
Ros. e Moiu Qui, non e' entra il ma — 5
Ardire ! e fedeli à :
Eh ! ardire , e fedeltà
Mie. ( Che diavolo sarà ? )
M011. Alla porta dei castello ,
Quando notte si fa oscura s
Tieni pronta una vettura ...
E volare si dovrà.
*Mic. Lascia far : si volerà.
Ma, in vettura chi ci andrà?
a 3.
M011. Ros. Questo è quel che non si sa.
Zitto : ardire e fedeltà 5
Mie. Bene : ardire e fedeltà.
( Qualche diavol qui ci stà. )
Mie. Se si tratta di servirvi
In azione degna , onesta ,
Michelotto vi si presta 3
E la festa lascierà.
Ma ...
Ros. Mon. Obbedienza e fedeltà ...
E la borsa ci sarà.
Mie. Eh ! obbedienza e .fedeltà.
Montalbano a parie , con Rosemberglu
Nel tumulto della festa
Io ìà trar saprò colei :
Se resiste a' cenni miei
Arte 5 forza usar saprò.
Del supplizio col terrore
A fuggir V astringerò.
Ros. Nel tumulto della festa
Far potrai sparir colei.
Arte , forza usar tu dèi :
La mia pace a te dovrò.
Tu conosci questo core.
Degno premio a te darò.
Mie. Chi sa mai che storia è questa !
Discorrendo van tra loro.
È segreto il concistoro ...
Niente ancor capir ne so.
* Ma quel ceffo non mi piace :
Sempre un birbo il crederò.
Mori. Tu dunque capisti ? (a Mie.
Mìe. Capisti.
Ros. Mi fido.
Mìe. Si fieli 5 eccellenza,
Ros. Mori. Prontezza 5 prudenza.
Ros. La borsa ...
Mìe. marcato) L'onore ,..
LJ onor di servirvi.
Sì degno signore {con malizia
Servir come va.
a 5.
Ros. Mori. All' ora fissata ...
Cavalli e vettura.
Mi fido a tua cura :
Tranquillo mi sto.
A tutto galoppo ...
Spronando 5 frustando ,
Va sempre Votando.
Sei bravo , lo so.
Fa ben., Michdotto 7
Premiarti saprò.
Mie. All' ora fissata ...
Non abbia paura :
Cavalli , vettura
Là pronti terrò.
Al trotto , al galoppo ,
Spronando , frustando ;
La strada , volando ,
Signore 5 farò.
( Non son Miche-lotto
Se non te la fo. )
(Ros. e Moni, partono. Mie. li segue.
SCENA XI.
Marcella.
gli parte — Volea la principessa
5?Al conte presentar la bella Olimpia ,
55Che par più bella ancor 5 da lei vestita
5)Cogli abiti da corte.
«Or fatta è la sua sorte — Io son contenta.
?50h ! già detto io P aveva.
?jI1 ciel rjfcemiar tanta virtù doveva. (parie
SCENA XII.
Gran Sala nel castello, parata per una festa.
Compariscono Cavalieri , Gentiluomini ? Dame , che pre->
cedono Rosernbergh , ed Eufemia ? in mezzo di essi il
Marchese V almo re ? Paggi, Damigelle. Scudieri, Can-
tasi verso Valmore il seguente
Coro
J^Fei campi dell' ònore
Fior de5 Prodi
La Gloria ognor Valmore
Celebrò.
E cantò il trovatore
Le sue lodi.
W alma gentil ? benefica ,
Caldo d'onor, di fè ...
Valmore è amor de' popoli ,
L'amico del suo re.
Valmore! • — e qui t'attendono
Di chi t' ammira i plausi ...
Omaggi al tuo valor.
Al tuo l^èl core.
Viva de* prodi il fitar.
Viva Valmore !
Val. Sento al cor de' plausi il suono 5
Dolci ognora son le lodi ;
Ma sul labbro d' alti prodi
Più soavi sono ancor.
La più nobile mercede
Della fede ? e del valor.
Coro È dovuta tal mercede
A tua fede al tuo valore,
Val. Di gloria , d' onore
Al nobile ardore
Or solo nel petto
S'accende il mio cor.
Sentir non mi lice
Più tenero affetto. — 1
Mi rese infelice
D* un' empia 1' amor.
Com Qiiell' alma riprenda ■
La calma , vigor.
Dall' atra vicenda
Togliete il pensiere;
Succeda il piacere
A tanto dolor.
Euf. 55T0 vado lieta , altera
55D' ospite così illustre , e ben felice
3)Io mi terrò 5 se questa ,
5?Che gli offre 1' amistà , campestre festa *
^Sollievo porga alle sue pene.
Val. Al vostro
Nobile sposo è nota
Lr atra sciagura mia.
Ros. Ne vi potete
Comprender quanto ne soffersi, e quanta
Per quell' indegna ancor .».
Euf. Volgiamo intanto
Or a letizia il cor — lieti concenti
Precedano le danze — Andiamo.
(i villici s'atlcgg. a danze. Le Villan. formati®
gruppi intorno a Val. Euf. e Ros.
M 4
SCENA XIII.
Marcella , ansia , fremente , e i precedenti*,
Mar. verso Euf .Aiuto!
Gente a cavallo... in arme!...
Euf. \ Clì' è avvenuto?
Mar. Olimpia ...
Euf. agitala) Ebben ! t.f
.Mar. Ci vien rapita -fr
Euf. colpita) Oh Dio!
Guardie ... Scudieri ... andate — -
S' insegua. — senza lei non ritornate —
(partono alcune guardie 9 e scudieri.
Ma dimmi 3 come ... e il rapitore ? ..-
Mar. E un uomo
Con un gran cappellon ... ceffo bandito ...
Una vostra carrozza — e quel briccone
Di Micbelotto n'era il postiglione —
Euf. Eosembergb ! ( fissando marcata Rosem,
Val. Quesl' Olimpia?
Kos. Saprete tutto —
Euf. Qualche trama!
Mie. di dentro) Viva ! — {ripetendo
Euf. Qual voce ?
Mar. Micbelotto. - — In punto arriva.
SCENA XIV.
M i cheto t lo , in livrea di postiglione 3 arriva alzando
il cappello e giulivo. I precedenti.
Mie. (Carrozze di ritorno ! —
L'eroe de' postiglioni !
Il gran corrier del giorno
S' inchina a' suoi padroni,
E 3 grossa più del solito ,
La mancia iV otterrà. —
Mar. Sì 5 grosse bastonate — - (con ira,
Euf D'Olimpia mia che festi? — (< on prern. e sdegno.
E dove la traesti ?
Mie. Facendo un Perni-tour, (scherzoso.
23
Mar.
Eufi
ime
Kos.
Mie.
Fai.
Ros.
Euf.
Mie.
Bellissimo a clroièe
L' ho ricondotta qua.
Ti rendo 1' amor mio. (contenta
Saprò premiarti anch' io.
Grazie...
E tradisti gli ordini ( severo
Di me... di quell'amico?...
Amico a voi auel diavolo ?...
Signore , perdonatemi, ( con seulììitk
Som vostro servo antico. — -
Ma allor mi comandavano
Il cielo , e la pietà.
Ma qual è quest' Olimpia ,
Che tutti sì interessa ?
Vàlniorel ... ( marcalo
i lutti Or dinne ...
Wditemi —
Io stava a bevere per refìciarmi :
L'amico... diavolo, viene a chiamarmi.
La pipa in bocca ... la frusta in mano ?
Monto a cavallo , e mi allontano. —
Da lì a pon poco ... un grido acuto
Dalla carrozza — poi sento Ajafo !
Mi volgo , e chiedo , che cosa c* è ?
U amico diavolo — Va , bada a te.
Olimpia , salvami , dicea piangendo ,
Queir altro ... Corri , in tuon tremendo.
Ella pregava ... ei bestemmiava. - —
Voglio intromettermi, provo a fermarmi \
Quei satanasso pon mano all'armi:
Contro me inarca una pistola ,
E tiene Olimpia stretta alla gola. — -
Fra me allor dico, questo è un briccone >
Qui c'è un intrico. — I! mio padrone ,
Ch* è uom d' onore, d' ottimo core >
Non può dar ordini di crudeltà.
Quando il saprà non griderà;
Anzi premiandomi , bi avo ! dirà.
Pensato e fatto «■*«*■ Volto una strada 9
Quella canaglia non sa ove vada :
Volo all' oscuro come un uccella:
*4 t <;/
Trovo le guardie, giunto al castellò.
Più allpr del diavolo non ho paura.
Consegno a loro la mia vettura ...
11 mio padrone tutto or sa...
Quello che vuole di me farà. — -
Ma il di lui cuore eh' è tanto buono,
Cei to ne sono , perdonerà ...
E a Micheìotto, bravo, dirà.
Tutti Premio tu meriti , non che perdono.
E con noi, bravo , ripeterà.
Ros. ( In qual cimento ora mai sono !
Come battendo il cor mi va. )
SCENA XV.
Scudieri ? poi guardie, villanelle, fra aV esse Olimpia ut
ricco abbigliamento, scapigliata. Frisia ella correrà
verso Marcella ; Montalbano là segue.
Mar. JEcco Olimpia /
Euf. incori, a Chiara) Ah! vien, mia cara,
(tutti accorrono verso Chiara , Valmore s' a-
vanza per guardarla , i loro occhi s' incon-
trano } si riconoscono.
Chi. Oh Signora! Dio, Valmore!
Fai. Giusto Ciel ! Tu Chiara !
Tutti con sorpresa e fremito ) Chiara !
Ella Chiara ...
Fai. Ros. e Chiara Qual orrore! ...
Euf. Montalbano ... vostra figlia ? ( esitando
Mon. Ah , pur troppo! — indegna figlia !
(con affettala angoscia
Ros. (Oh supplizio! — ed è mia figlia.)
Chi. Sventurata ! — A tutti oggetto
insieme Chiara è duncpie ognor d* orrore !
Tutto or sento , oh dio , il rigore
Della mia fatalità.
Ah ! soffrir V irato aspetto
Del mio bene il cor non sa.
Tulli meno Chiara
Come inai con^|uell' aspetto
D' innocenza ? di candore ,
9$
Ella eh in die sì reo core,
Tal perfìdia o crudeltà !
Mar. Mie. Eaf. Kos. Coro,
Eppur desia nel mio petto
Coli' orrore la pietà.
Val. Ah ! si fugga da un oggetto
Che già troppo orrot mi fa.
Mon. Ànsio il cor mi batte in petto,
Ab ! colei tremar mi fa.
Val. non resiste , getta uno sguardo fiero a Chi. e s'allon.
Chi. Ab! . No - Val m or 3 fermatevi:
Da me , deh , non fuggite. ( con desolaz.
11 grido d' una misera ,
Dell' innocenza udite. —
Permesso a voi d' intenderlo
Forse più mai sarà.
V al. Dell' innocenza ! Barbara \ ( con indìgnaz.
Osi vantarla ancora?
Va 3 dai mio sguardo involati,
Tu mi funesti ognora. -
Mai più vederti , intenderli
Val more ornai potrà.
Chi. Dio! Tu lo sai ... (ceni? vacillando
Mar. sorreggendola ) Qua , misera ,
E calmati un momento.
Euf. Signor 5 d'una colpevole ( « Val.
Quello non è l'accento.
V al. Mentir lo sa la perfida.
Kos. (Quale per me tormento!)
Chi. No perfida ... no ? barbaro ...
Sono innocente... Oh dìo
E tutti rea mi vogliono ...
( come in delirio di passione
E un solo! ...) ehi vegg5 io ?...
(vede Montali?., lo fissa , indi retrocedendo, e co ih
tutto il terrore e V ajfanno.
Mon. Tuo padre... oppresso.,, misero... [con simul.
Chi. Mio padre / Voi!,.. peonie rt-sping. con 'crr.
JÌ(on. (e. s.) L'ambascia (tutti rimare, quest'alto.
Già delirar mi fa.
Chiara ... ( cercando avvicinarsi a lei
26
Euf. Coro e Mar. Spavento ... fremito
I» faccia al padre!
Mìe. Mac. Osservala — ( chi è come
fuori di se : gira per la se&na quasi cere, un oggetto
O eh* ( ila non è figlia
O eli' ei non è papà.
Mar, Oh/ ti dirò .. (piano con misi, a Mie,
Chi. in j accia a V al che si rivolge da lei )
Ma guardata i ...
Val more ... senti ...
Val. respingendola ) Lasciami.
Chi. Ed io non moro ancor !
insieme Chi. Val. Mon. Ros. e Coro di Cavalieri
Va - Troppo meriti la tua sciagura.
II sol, mirandoti, d' orror s'oscura:
Tace natura nel reo tuo core:
Non può quel!' anima sentir amore.
Ciel 5 leggi , onor , tutto bai tradito :
Va : la tua vista orror m ! Fa.
ci
Euf. Mar. Mie. e Coro
Oh ! come è orribile la sua sciagura !
Contro la misera tutto congiura :
Tace natura del padre in core ,
Soido a sue lacrime la scaccia amore:
Pure, innocente ognor la credo,
E di lei sente il cor pietà.
Chi. sola verso Euf. e Mar. e Dame,
Ah ! voi schiudetemi le braccia almeno ;
Ch* io possa piangere , morire in seno
Di chi ancor sente di me pietà.
Rea non credetemi — Sono innocente,
Tutti mi fuggono — orror io desto,
E orror la vita così mi fa.
( vuol accostarsi a V al. egli la respinge ; ella
cade convulsa , e va deperendo , le Dame la
sollevano e la trasportano , Euf. e Marc, le
stanno presso-. Gruppi analoghi.
Fine delV Atto primo»
ATTO SECONDO.
SCENA PRIMA.
Galleria come nell' Atto Primb. /
Varj Gentiluomini. Dame in gruppi d' attenzione e an~
sia, verso la porta destra eli* è chiusa. Alcuni Vassal-
li e Villi che in distanza, parimenti in atto di aspet-
tazione , Cavalieri , e Dame sopraggiungono , e s' es*
primono vicendevolmente in Coro.
p
Cav. e Dame vJorae sta ? (a mezza voce.
Gli altri Zt ! Zt ! - Non si sa -
E* la stanza chiusa ancor.
f-\ • • • . iamo
Pian pianino camnrnn .
r ate„.
jSotto voce favell1^010"*4
v ate
Non il minimo romor.
Tutti Quella sincope violente,
Che repente 1' assali ;
Fé* temere pe' suoi dì.
a parti Un gran caso ! - che infelice !
Ma è poi rea ? così sì dice.
Tutti È un mistero tenebroso :
Forse un dì si scoprirà.
Mie. sulla porta con premura, ad alta voce )
Come va ? ^
Tutti piano ) Zt ! Zt !
Mie. pianissimo) Co/ne va ?
Coro Non si sa.
Mie. Non migliorò.?
Coro Ma non vedi ? — Non si sa.
( segnando la porta chiusa.
Mie. Oh! dal buco udrò... vedrò (si posta
alla serratura \ e con ridicoli relativi gesti,
( il Coro va ripetendo alternativamente )
Chiara è stesa là sul letto ...
Dura, dura... smorta, smorta...
Occhi chiusi — . -sembra morta...
Il padron ... la principessa.,.
La mia mogli» attorno d5 essa.
Serio il medico sia attento ....
Un lamento cupo... lento...
Convulsioni della morte !...
( si stacca dalla porla.
Basta ? basta — fa paura ...
Col Coro Poverina ! e Fa pietà : ( osservando.
Ma , Jsfewri pian — la porta s' apre.
Or vedremo... si saprà.
SCENA li.
Eufemia desolala: Rasèrnbergh sostenendola 5
e i precedenti , poi Marcella.
mei
puf -lo non reggo a qr
Ha di vita tìn sodio appena.
lìos. Della sincope è la cri se :
E il periglio cesserà.
Euf. Ah! la pena , il vivo affetto,
Ch' ho per lei non so spiegai1.
Ros. ( Cor di padre , gemi in petto ?
E ti devo , oh Dio ! frenar. )
Coro Ansio il core sta l'effetto
Della ciise ad aspettar.
Mar. Buone nuove ! ( sulla porta.
Mie. con grido di allegrezza ) Evviva !
Tutti Zitto !
Mar. S' è calmata — passò adesso
% Dolcemente in gran sopore.
Il dottore ni' ha promesso
Che se dura quel riposo
Egli più non ha timor.
Yatti Ah ! quel placido riposo ( con fervore.
Tu le serba., o eie! pietoso,
E 1 t rendi al nostro amor.
Ah ! sì , speri unolo che risanarla ,
Che a noi serbarla il ciel vorrà.
E calunniata indegnamente ;
Chiara innocente si scoprirà.
jChiarà felice trionferà. | il Coro sì ritira.
39
SCENA III.
Eufemia , Rosembergh , Michelolto , Martella.
T7
ili/c. l_jh ! guarirà per certo :
E poi... allegramente.
Euf. Oh sì: ch'ella sia resa a questo cuore.
Ros. Ma a lei chi render potrà più 1' onore ?
Mar. Se potessi parlar ... ( piano a Mie.
Mie. Ma tu, die sai? (piano
Mar. Uh !
Mie. Ma ?...
Mar. Zi !
Euf. «Conte : un mistero tenebroso
«Avvolge quest' orribile vicenda ;
«E Chiara n* è la vittima.
Mar. wE ben véro !
«Ed io lo posso dir,
Ros. «Ma qual mistero ?
Mar. «L* assassin !... ( con rabì iti
Mie. ^guardando da una porla) Quella è faccia d'asma bino
«Suo padre.
Ros. colpito ) «( Ciel ! )
Mie. «Eccolo là in giardino,
«Come liti cospirato!^ cupo , penoso.
«La sua figlia moriva ...
«Ed ei non ci pativa.
Ros. «( La sua figlia !
« Ed io!... stato crudele...)
Mie. «Già somiglia
«La figura bruttissima al suo core.
Euf. 5?io ne sorpresi infatti.
Ros. «Ecco Val more.
«Avanza lentamente ... triste ... oppresso.
( va incontro a. V al>
Euf. «Misero !... Al veder Chiara là moriente ,
«Suo malgrado, ei soffriva.
«Partì a celare il pianto che tradiva
«Il suo cor,
Mie. a Mar. Moglie mia.
Lasciamli 5 andiamo via.
Mi dirai {parte con MaK
SCENA IV.
Valmore 5 Rosembergh, Eufemia.
V al. 5)t^rincipessa ,
?>Con pena io m\9 allontano da un soggiorno
5?In cui tutto m' offria dolce lusinga
5)Di tregua a' mali miei. Vie più ostinato
5)Persegue avverso il fato un'infelice
}>E qui di soffermar più a me non lice.
Euf. )>E voi non siete il sol che d' ostinato , (marcala*
jjOgnor più avverso fato ( Val. smanioso.
55P1OVÌ il rigor... Altri infelice...
Ros. Eufemia 5
3?Ei ne geme. ) Valmore ?, disponete.
Euf. ^Sembra che voi bramiate
3)11 suo partir. P\estate ?
5?Signor, ven priego... almen sino a dimani —
5?Forse ... cbi sa!... qualche inatteso evento...
5?Me ne lusinga il cor.
Ros. vChi più contento
«Ne sarebbe di me, Ma... (Oh Dio!)
Euf. 5?Valmore,
3?Voi dunque resterete.
V al. 5)V obbedirò.
Euf. ))Forse mercè n' avrete.
( parte eoa Ros. Val. a" altro lato.
SGENA V.
Parte remota 5 ombrosa nel parco del Castello.
Rovine di antico tempietto.
Chiara cupamente concentrata , avanza , si ferma ,
meditala geme.
Chi. Inoltro — e più remoto...
Deserto è il sito e tenebroso — quale
Lo cerca la terribile, fatale
Disperazione che mi trascina ... a morte —
Sì — questa or è mia sorte. —
Non è che nn punto ... un colpo — e si finisce
Più non si pena allora.
Piìi non s* ama ... Oh ! si mòra.
E tu ? pietoso Dio... [come colpita da un pènsiércb
E se mai !... Deh ! ■ — perdonami : ( si gelici gi-
nocchioni , e s' appoggia ad un sasso colia testa
china sulle sue mani.
SCENA VI.
V almore 3 tristissimo , e Chiara.
VaU Scordarla ...
Dal pensiero scacciarla
Io voglio — sì ? e noi* posso — Io cerco invano
Tumulto , o solitudine — Dovunque ...
Ognora ... quell'imago , queli* accento ...
]Nel pensiero... nel core — *
E Y abborro. — •
Chi. alza il capo ) Val m. ore ! ( languidamente
Val. scosso) Il nome mio/...
E... lliusion è questa! [ si Volge osserva.
Chi. Farmi... ( 'alzami òsi.
Val. Ah ! — . 1' empia I... ( si volge in faccia di Chi,
Chi. lo riconosce ) Valmor!...
Val. con fremito Fuggiam.
Chi. T' arresta.
Resta , crudel , a pascere
11 fero tuo desio.
Gioisci — vedrai scorrere
Or tutto il sangue mio.
Qui di mia man la vittima
Ti venni ad immolar.
al. Potea lasciarti vittima
Di legge punilrice.
So che la morte meriti :
Io soli per te infelice.
Ma vivi a tuo supplizio.,.
Più il ciel non irritar.
Chi. Viver ! Io? — - Basta — Fermati [amaramente*
teneramente ) Chiudimi almeno il ciglio (cava il puguaLu
Questo pugnai ... ( alzandolo sul petto*
Val. con raccapriccio) Ah ! — Perfida !
Quel che in' uccise il tìglio ?
5s
Chi. No... eh- io non Fui
Val. subito ) Palesami
Adunque 1' uccisor.
Ohi. Sì ... 1' uccisor. (e si ferma ansia , atterrita
Val. Additalo ...
'Chi. Oh padre! (immobile*.
Val. Ebhen !...
CVzf. oppressa ) Che orror !
^"W. Vuoi tu ingannarmi ognor!...
a i. Chi. con tenerezza a Val.
Deh , rammenta que' Felici
Dì pri miei* del nostro amore !
\J innocenza , il bel candore
Del mio cor da te si amò.
E il candore questo core
L'innocenza, ognor serbò...
Ma il destino I* assassino
A celar mi condannò.
Innocente io t'amo ognora...
E d' amor per te morrò.
Val, Dove sono que' Mici
Di prismer del nostro amore ?
L* innocenza , il bel candore
Di quell' alma dove andò ?
Ah ! fìngeva quel reo core...
E T amor m* acci eco.
Eppur sento a queli' accento ,
A que' sguardi , nel mio petto
Un contrasto... un turbamento,
Debil cor! — Tu l'ami ancora...
Sì, dal sen \ì strapperò.
ÌT al. Non ti resta che un istante ;
Parla... di...
Chi. Sono innocente —
Val. h' assassin del figlio mio?...
"Chi. Noto è a Dio — tacer deggs io.
Val. Ed io soffio!... Oli iniqua! — Va.
Chi. Qui... f) Valmor! — che crudeltà!
(*) toccandosi il euort.
a 2. Chi. elevandosi gradatamente.
Ma verrà , verrà il momento
5
In cui puro. in suo fuìgore ,
D' innocenza il bel candore
Brillerà , trionferà.
Tardi allor pentito , ingrato ,
La tua Chiara chiamerai ....
Desolato piangerai ,
Fra i rimorsi nel dolor.
La tua Chiara in cielo allor
A te calma imp'orerà.
Val, Ah! rendeva un solo accento
A me pace , a te I' onore
Ma discolpa in tanto orrore
Quel reo cor trovar non sa.
Pace più per me non v* ha 5
Troppo , indegna , sì t' ho amato.
Ma tu più non mi vedrai.
Vita orribile vivrai
Di tua colpa nel terror.
JNella tomba il mio dolor
Calma sol ritroverà, {partono da opposti lai
SCENA VII.
Galleria;
Michelotto 5 pensoso , con atti di sommo stupore e ammir%
Mie. (3h Veli ! — - Povera Chiara! — Angelo vera
Di bontà, di pazienza! — * La mia moglie
M*ha confidato tutto — Ella sapeva
Tutto da Chiara. «Montalban fremeva
«Pel figlio di Valmor — Chiara un mattino
«Va per baciar quel figlio, e vede un uomo ...
«( Che riconobbe ) escir , preoccupato
«Del suo delitto — Dietro, una cortina
«Ella s'ascose; e, nel fuggir, quel mostro
«GiUÒ s senza vederla , a' di lei piedi
»l n pugnai sanguinoso - — ella si svenne.
«Chiara svenuta ancor , tinta del sangue
«Del pugnai ohe posava a lei vicino.
34
5?Venne accusata J — tacque.
5?E innocente soggiacque alla condanna
jjPer quel mostro... eli' è lui — certoa. L'ho detto
Jo sempre — al muso... un assassino!... e fui
Indovin. ( riflette.
SCENA VISI.
Montalban entrando e Michela Ito.
Mon. ^<^na co'u* ' ( ve^e Mie.
Mie. avvicinandosi) Ma adesso... Oh! (Lupum...
E lupo vero 5 in fabulam) Signor! ( con riverenza.
Mon. Amico ! ( con affettata bontà.
Mie. Ohi troppo onore...
E grazie.
Mon. Sai tu dirmi
Come sta la mia figlia ?
Mie. Vostra figlia ?
( Proviamo ) Male ... male assai,
Mon. Davvero !
( Oh ! morisse ! — Il terribile mistero
Morirebbe con lei.
Securo allor sarei. )
Mie. osservandolo ) ( Par eh' abbia gusto.
Fa il bocchin 1 — Eh ! )
Mon. Voglio vederla.
( avvicinandosi verso la porta di Chiara.
Mie. opponendosi) Scusi.
Perchè ?
Mon. Quale richiesta ! — Non son io
Padre suo ?
Mie. fissandolo) Padre suo! — Sì — l' infelice, (marcato
Per sua disgrazia, ha un padre... almen si dice.
Mon. Qual pensier ! — che vuoi dire?
Mie. marcato ) Discendete
Nel vostro cor... se voi... pur cuore avete.
Mon. Come!... e ardisci?... (con impeto) (prudenza.)
Mie. Ecco — udite ... e ... Pazienza.
Che T antipatica vostra figura
Desti ... scusatemi , rabbia 3 e paura.
35
Della natura , che vi die uh ceffo...
Certi occhi, e tratti!... colpa sarà.
Ma quel ribrezzo in una figlia...
L* orror visibile pel buon papà...
Fa meraviglia... pensar ci fa.
Mon. La di lei storia , pubblica ornai,
La colpa orribile tu già ne sai.
11 suo buon padre ... uomo d* onore,
D' eterna infamia ella colmò.
Il suo rimorso , di se 1* orrore
In faccia al padre celar non può.
Figlia sì perfida a me toccò.
Mie. Figlia sì perfida ! — e voi ... scusate,
Voi... suo buon padre, voi 1' accusate.
Mon. Perchè difendere non la poss5 io?...
Mie. Chi lo potrebbe meglio di voi? [con forza.
Mon. ( Oh rabbia ) E come ?...
Mie. con fuoco crescente ) Sì amico mio...
Voi... voi... Sì... voi « — Tutto io già so.
Mon. ( Cielo!... ) Sapete ...
Mie. Sà — Tutto io so.
a 2
Montalban
Il suo spavento,
Il turbamento
Celar quest* anima,
Calmar non sa.
Ci vuol bravura,
Disinvoltura.
E poi mia vittima
Colui cadrà
Mie.
Michelollo
Il suo spavento,
11 turbamento
La volpe vecchia
Celar non sa.
Da galeotto
A marinaro,
Amico caro ,
Adesso andrò.
Vostra figlia a nostra moglie
La sua storia ha già narrato ...
Mon. ansio) La mia figlia a vostra moglie
La sua storia ha già narrato?...
( Ah! ch'io son prteipitato. )
Mie. ( Ora un colpo già lo coglie. )
Mon. E ... ( sforzandrsi.
Mie. E. {contraffacendolo.
Mon. Tutto?
( respirando
gradatavi.
( con aria
56
Mie. Tutto.
Mon. affannoso ) ( Ohimè. )
Mie. (Va in sudore:) Vi vieu male?...
Mon. $Ou. Un vapore.
Mie. Già,
Mon. Sicché...
Chiara ... ha detto...
Mie. Tutto
Mon. Tutto ?
( Rovinato io sono allor. )
Mie. ( Molto forte quei vapor ! )
Ma a tacer s* ostina ognora
h9 esecrabile assassino.
Mon. A tacer s' ostina ognora
L' esecrabile assassino ?
( Ab ! respiro dunque ancora. )
Mie. (Torna a fare il bel bocchino! )
Mon. Sicché dunque... amico caro...
Mie. Sicché dunque io vi dichiaro...
Che se in caso di tal conto
S' ammettessero i sospetti ,
A giurar io sarei punto...
Mon. Cosa ?... ( ansia.
Mie. adagio ( Che...
Mon. con forza.) Cosa ?...
Mie. Che voi ...
Voi piìi eli' altri conoscete
L* innocenza di quel cor.
Mon. Miserabile impostore !
Mie. Quanto caldo ! — ehi, ehi,
Mon. Sai la forza tu di questa
. Calunniosa imputazione?
Mie. Meno furia — So... e non so — *
So eh' è forza cY opinione :
E ad un caso parlerò — »
La saluto. ( con riverenza per partirà
Mon. con forza) Resta — qua - — (prende s-o/to il
braccio Mie. 9 lo porta avanti 9 poi cava il pu-
gnale e presentandoglielo in atto feroce,
a 2
Mon, Vedi tu questo pugnale ? ( a me%za voce,
( con furore
signore !
n
Se ti fugge una parola,
Gli' esser possa a me fatale
Di sì perfido sospetto ...
Io lo pianto nel tuo petto —
Se tu parli, tu sei morto :
Montalban li svenerà, (poi ripig. aria gioviate
Caro amico, siamo intesi :
Montalban tien bene in mente —
Poi staremo allegramente —
Già tu ben mi servirai ...
Ben da bere ci sarà. —
( Ma se parli 3 tu sei morto :
Montalban ti svenerà.
La saluto — (con riverenza , contraffacendo Mie.
the lo prende sotto il braccio ? lo porla avanti 5 e
poi cavando successivamente due pistole le presen-
ta alla faccia di Montalban.
Mìe. Resti qua;
Vedi tu questa pistola
Caricata a doppia palla ?...
Questa poi, se l'altra falla.
Galantu®mo? t5ho conosciuto ;
E mi sono proveduto.
Se ti movi , tu sei morto ;
L' una o l'altra colpirà, (poi coW aria gióvialè.
Mio signore , siamo intesi 5
Michelotto tenga a mente.
A dispetto de* birbanti
S' ha da stare allegramente;
Ben da bere ci sarà !
Se ti movi tu sei morto
L' una o V altra colpirà.
( M'onL parte fremente. Mie. lo segue rìdendói.
SCENA IX.
Gran Sala come nell' atto primo.
Guardie disposte , Cavalieri , Dame da varj lati , ( he si
riuniscono , e volgendosi in gruppi verso là a ondt
poi arriverà Chiara ? cantando in Coro
"\^ieni^ o Chiara ^ ornai securae
E dal seno sgombra fornai
38
Quell5 ambascia 3 quel timor.
Qui pietose a tua sciagura
Tutte l'alme troverai:
Per te palpita ogni cor.
Vieni : squarcia quel velo d' orron
Il beli' astro d' innoceoza
Per te splenda pili vivace.
E la face si raccenda
Dell'imene e dell'amor.
Chiara comparisce presa a mano da Euf. : Ros. e Val.
al loro fianco. Mie. e Mar. parlano sommessamente.
Paggi, Scudieri, Damig. e Domest. Mon. poi.
Val. Chiara , tu ci svelasti finalmente
Quella scena tremenda.*, ed innocente...
E con qual gioja ti crediain. — - Ma devi,
Pel tuo , pel nostro onore
Svelarmi 1' uccisor del figlio mio.
Tu lo vedesti. (Mon. comparisce.
Chi. ( Oh Dio ! )
Val. Chiara 5 se m'ami...
Euf. Se felice mi brami...
Mar. Per la vostra Marcella ...
Ros. Se t' è caro 1' onore.
Chi. E se m'amate...
Oh ! per pietà... cessate d' assalire
Così un povero cor.
Mie. marcato ) Dunque... scusate,
Ha dritti molto sacri
Su quel povero core
Quest'infame assassin , perchè soffrire
Voi possiate così ?
Moni, coli' espressione di mistero, e terrore. )
Su 3 figlia, ardire ...
Palesa P uccisore — > eh' egli spiri
Era i più atroci martiri.
Tu 9 allor felice 5 udir tu non potrai
Quel misero ... spirando ... in suo furore
Te maledir.
Chi. con grido di raccapriccio e oppressa. )
No... no... gran Dio! che orrore!
( s* abbandona su Euf.
39
Val. Montalban !...
Mie. Quest' è troppo ^non contenendosi.
10 scoppio se non parto —
Mon. Che osi tu ? {fiero.
Chi. agitala ) Michelotto ...
Mie. Non è più tempo. ( ansia generale.
Euf. Ebben ...
Ros. Segui.
Voi. Conosci
Tu quel mostro inumano?
Mie. Eccolo.
Tutti Montalban.
Val. Suo padre !
Mon. furente ) Vii calunnia ! i
Euf. E sa ria vero ?
Mie. Perchè appunto è suo padre ella ha taciuto.
E per salvar il padre ella s* espose ( con calore.
All' infamia 5 alla morte.
V al. con trasporto ) Oh } la mia Chiara.
Ros. Qual luce la mia mente ora rischiara.
Chi. Non è ver - nego tutto - ingiustamente (con energia,
11 mio padre s' accusa - egli è innocente.
Mio buon padre j venite *
E dai calnnniator meco fuggite.
Vi consoli amor di figlia :
Cercherem lontane arene >
E la tregua a nostre pene -
Accordare il ciel vorrà.
Lascio... tutto - A tutti addio -
Ah ! - di Chiara la memoria
Non odiate... per pietà.
( a tutti , e restando lo sguardo a V al.
Tutti Ah! di Chiara sempre cara
La memoria a noi sarà.
Val. Chiara ... ( trattenendola.
Mon. Vieni.
Ros. deliberalo) V'arrestate.
Vedo già , celeste figlia ,
( a Chi. con tenerezza ed ammirazione.
La virtù che ti consiglia.
Resta, o Chiara... (la prende per mano*
4*o
Mon. Che Fareste!... f oon fremito mal telalo.
Rosembergh ! — I dritti miei ...
Ros. Per me cura voi n' aveste — ( dignitoso.
Li ripiglio ora su lei ,
{ sorpresa , emozione generale.
Io ... suo vero genitor.
Chi. e n, i f , - - * \r - mio , ,
. Liei / oh gioia! Voi padre:
seco tutti D ' suo r
Moni Oh furor !
Euf. Me lieta madre !
Vài. Mar. ^ ^ t . . " . mia , .
Tir- ^7- Oh contento! voi madre!
Mie. Chi. sua
C/w. Ah ! la figlia di voi degna ?
Sì , stringete al vostro cor.
Ecco il perfido uccisor. [segnando Moiì.
Tutti Alla morte il traditor.
( Ros. ordina alle guardie aV allontanar Mon.
Mie. Un capestro è poco ancor.
Mon. Dell' abisso ov* è V orror ?
( parte condotto dalle guardie.
Val. Chiara... il tuo perdono... il cor!... (*)
( con tutta tenerezza {*) Chi. gli stende amorosa là
mano , e s' abbraccia a Ros. e ad Euf.
Wkii * Oggetto tenero ,
D* un puro affetta
Ti posso stringere
A questo petto
Amor propizio
Ti rende a me.
» Mi scese all' anima
Piacer sì grato ,
Che de* miei palpiti ,
t)el duol passato
Fin la memoria
Scordar mi fa.
Coro Un dì sì amabile
Così beato
Amore e gloria
Aduna in se.
Fine dei Melodramma.
US